
La paziente, che segnala il caso, si era sottoposta al c.d. screening mammografico organizzato dalla ULSS7 a seguito della quale riceveva referto negativo; tuttavia, per propria premura, riteneva di sottoporsi ad ulteriore esame che rilevava una patologia tumorale ben definita che suggeriva, addirittura, una mastectomia radicale poi eseguita. La paziente, giustamente, si chiede che fine avrebbe fatto se il suo sesto senso non le avesse suggerito un controllo così ravvicinato a fronte di una risposta -errata- tranqullizzante ("ci vediamo tra due anni"). Ipotizza la paziente uno scambio di referti, e si chiede a chi sia capitato il suo, positivo, e tale da mettere in grave crisi, peraltro inutile, la destinataria dell'errore.
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