Ricorso contro la Cariverona

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BELLUNO  
giovedì 21 settembre 2000, S. Matteo  
   

Ricorso contro Cariverona
dopo il furto del bancomat
CONTROVERSIA La carta bloccata e poi riattivata
i.a.

BELLUNO. «Signora non si preoccupi, ci pensiamo noi». Il 10 maggio scorso due donne, madre e figlia, sono state derubate delle borsette mentre si trovavano a Possagno, il ladro ha forzato la loro vettura e portando via tutto, cellulari compresi. In preda all'agitazione hanno chiesto aiuto in una casa vicina al parcheggio per telefonare alla banca, una filiale provinciale della Cariverona, e far bloccare le loro tessere bancomat. Durante la telefonata la banca ha ricordato alle donne che il loro conto corrente era cointestato e le ha rassicurate, spiegando che le carte bancomat sarebbero state disattivate immediatamente.
Il giorno successivo la brutta sorpresa: le donne, che si erano recate in banca per le pratiche del caso, scoprono che la carta bancomat della madre dopo essere stata bloccata è stata riattivata, consentendo al ladro di prelevare tra il pomeriggio e la notte un milione e mezzo, in tre operazioni distinte. La cassiera della filiale rimane stupita per prima e non riesce a spiegare il motivo per cui la carta è stata riattivata. La disponibilità però si ferma lì e, di fronte alla richiesta di rimborso della somma, la banca si è opposta.
Associate all'Unione nazionale consumatori, si sono rivolte al referente legale a Vittorio Veneto Nicola Todeschini, che ha inoltrato alla Cariverona richiesta scritta di rimborso. La sede centrale di Verona ha risposto negativamente, sostenendo che le due donne avevano lasciato senza cautela le loro carte bancomat assieme ad altri oggetti di valore, nell'auto in un parcheggio incustodito. Inoltre avrebbero violato il contratto, dimenticando di nascondere accuratamente il codice segreto, che è stato facilmente scoperto dal ladro.
Ora pende un ricorso davanti all'Ombdusman bancario, l'organo che deve dirimere le controversie che nascono tra gli istituti di credito e la loro clientela, ma se il parere fosse sfavorevole alle due donne il consulente legale andrebbe avanti per risolvere la questione. C'è la testimonianza della persona che ha consentito la prima telefonata alla banca e le donne intendono chiarire il motivo per cui la filiale, dopo aver dato tutte le rassicurazioni di circostanza, non ha fatto il proprio dovere e ora si rifiuta di porre rimedio alla leggerezza che ha causato l'errore.


 

 



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