| VITTORIO VENETO |
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IL CASO Condominio contro gli odori
«Chiederemo i danni al Comune»
Franco Allegranzi
VITTORIO VENETO. Cattivi odori e condizioni igieniche precarie: è scontro frontale tra gli inquilini del condominio Round di via Vittorio Emmanuele II e il Comune sul problema della piattaforma ecologica che si trova a ridosso dell'edificio.
Sei famiglie si sono rivolte a Nicola Todeschini, legale dell'Unione Nazionale Consumatori, per l'invio di una lettera al sindaco Giancarlo Scottà in cui si chiede, entro trenta giorni, la bonifica dell'area e il risarcimento dei danni per i disagi patiti nell'ultimo triennio.
Nel 1997 i tecnici dell'Usl 7, dietro sollecitazione tramite esposto da parte dei residenti, avevano effettuato un sopralluogo nell'area, classificando alla fine la discarica come «industria insalubre di prima classe» e prescrivendo, di conseguenza, tutta una serie di misure al Comune, a partire dal trasferimento della piattaforma in altra sede più opportuna.
Tre anni sono passati, ma i residenti del condominio continuano a convivere con odori insopportabili a tutte le ore e con le precarie condizioni igieniche della discarica, senza che nessun miglioramento della situazione si sia concretizzato. I fastidi più gravi vengono subiti dalle sei famiglie che abitano in appartamenti che si affacciano direttamente sulla discarica, ma i disagi riguardano l'intero condominio e anche gli edifici vicini.
«Il Comune ha tolto l'amianto dalle tettoie della piattaforma - spiega Todeschini - ma tutte le altre prescrizioni sono rimaste inosservate. Oltre a sollecitare un nuovo sopralluogo dell'Usl, che attesti le condizioni drammatiche del sito, facciamo presente al Comune che se non ci saranno interventi significativi entro un mese chiederemo un provvedimento di chiusura d'urgenza in base all'articolo 700 del codice di procedura civile».
«Ci riserviamo in ogni caso di agire per il risarcimento dei danni patrimoniali, visto il deprezzamento di tutti gli immobili dell'area - prosegue l'avvocato Nicola Todeschini - e anche del danno esistenziale e biologico, visto il grave pregiudizio arrecato dalla piattaforma alla qualità della vita dei residenti dell'area».
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