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Padova, venerdì 9 agosto 2002, S. Romano
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PADOVA
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UDIENZA DAL GIUDICE DI PACE
Quella vacanza da incubo a Lefkos Sono ancora molti i vacanzieri truffati da offerte-trappola. Il prossimo 31 ottobre comparirà davanti davanti al giudice di pace di Padova una coppia di Conegliano, per chiedere ad un'agenzia cittadina la risoluzione del contratto per grave inadempimento e accessorio risarcimento danni materiali e morali. I ricorrenti, assistiti dall'avvocato Nicola Todeschini di Vittorio Veneto (che lavora per l'Unione Nazionale Consumatori di Conegliano), reclamano giustizia per una vacanza risalente all'estate 2001. La giovane coppia, per un totale di 5 milioni delle vecchie lire, aveva acquistato un pacchetto per la Grecia comprensivo di volo e alloggiamento in un albergo di Lefkos, con trattamento di mezza pensione. I guai sono iniziati subito, con la partenza fissata al 28 luglio 2001 che viene commutata in trasporto in traghetto, per mancanza di posti sull'areo in teoria prenotato da Verona. I giovani si adattano, convinti anche da uno sconto sul prezzo della vacanza, ma quando arrivano in loco trovano ad aspettarli al porto un autista anonimo e sprovvisto di tesserino. Chiamato dagli utenti, arriva allora un rappresentante del tour operator, che li porta nell'albergo indicato dal contratto. La stanza però è occupata e i due vengono alloggiati in un appartamento distante un chilometro e disponibile solo per il pernottamento. Per i pasti bisogna fare avanti e indietro dall'hotel. Beffa finale, il volo di ritorno parte con 12 ore di ritardo. Al ritorno la coppia protesta invano con l'agenzia e col tour operator, ma non ottiene nè risarcimenti nè la risposta ad un invito di conciliazione extragiudiziale, inviato il 28 dicembre 2001 dal giudice di pace di Vittorio Veneto. Si rivolgono allora all'Unione Nazionale Consumatori e l'avvocato Todeschini invia due raccomandate contenenti una diffida a agenzia e tour operator, ma senza ottenere riscontri. A vuoto vanno anche le telefonate, per il rifiuto dei soggetti coinvolti a fornire spiegazioni. Ora la parola passa al giudice di pace. |
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Padova, venerdì 9 agosto 2002, S. Romano
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UDIENZA DAL GIUDICE DI PACE
Quella vacanza da incubo a Lefkos Sono ancora molti i vacanzieri truffati da offerte-trappola. Il prossimo 31 ottobre comparirà davanti davanti al giudice di pace di Padova una coppia di Conegliano, per chiedere ad un'agenzia cittadina la risoluzione del contratto per grave inadempimento e accessorio risarcimento danni materiali e morali. I ricorrenti, assistiti dall'avvocato Nicola Todeschini di Vittorio Veneto (che lavora per l'Unione Nazionale Consumatori di Conegliano), reclamano giustizia per una vacanza risalente all'estate 2001. La giovane coppia, per un totale di 5 milioni delle vecchie lire, aveva acquistato un pacchetto per la Grecia comprensivo di volo e alloggiamento in un albergo di Lefkos, con trattamento di mezza pensione. I guai sono iniziati subito, con la partenza fissata al 28 luglio 2001 che viene commutata in trasporto in traghetto, per mancanza di posti sull'areo in teoria prenotato da Verona. I giovani si adattano, convinti anche da uno sconto sul prezzo della vacanza, ma quando arrivano in loco trovano ad aspettarli al porto un autista anonimo e sprovvisto di tesserino. Chiamato dagli utenti, arriva allora un rappresentante del tour operator, che li porta nell'albergo indicato dal contratto. La stanza però è occupata e i due vengono alloggiati in un appartamento distante un chilometro e disponibile solo per il pernottamento. Per i pasti bisogna fare avanti e indietro dall'hotel. Beffa finale, il volo di ritorno parte con 12 ore di ritardo. Al ritorno la coppia protesta invano con l'agenzia e col tour operator, ma non ottiene nè risarcimenti nè la risposta ad un invito di conciliazione extragiudiziale, inviato il 28 dicembre 2001 dal giudice di pace di Vittorio Veneto. Si rivolgono allora all'Unione Nazionale Consumatori e l'avvocato Todeschini invia due raccomandate contenenti una diffida a agenzia e tour operator, ma senza ottenere riscontri. A vuoto vanno anche le telefonate, per il rifiuto dei soggetti coinvolti a fornire spiegazioni. Ora la parola passa al giudice di pace. |
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UDIENZA DAL GIUDICE DI PACE
Quella vacanza da incubo a Lefkos Sono ancora molti i vacanzieri truffati da offerte-trappola. Il prossimo 31 ottobre comparirà davanti davanti al giudice di pace di Padova una coppia di Conegliano, per chiedere ad un'agenzia cittadina la risoluzione del contratto per grave inadempimento e accessorio risarcimento danni materiali e morali. I ricorrenti, assistiti dall'avvocato Nicola Todeschini di Vittorio Veneto (che lavora per l'Unione Nazionale Consumatori di Conegliano), reclamano giustizia per una vacanza risalente all'estate 2001. La giovane coppia, per un totale di 5 milioni delle vecchie lire, aveva acquistato un pacchetto per la Grecia comprensivo di volo e alloggiamento in un albergo di Lefkos, con trattamento di mezza pensione. I guai sono iniziati subito, con la partenza fissata al 28 luglio 2001 che viene commutata in trasporto in traghetto, per mancanza di posti sull'areo in teoria prenotato da Verona. I giovani si adattano, convinti anche da uno sconto sul prezzo della vacanza, ma quando arrivano in loco trovano ad aspettarli al porto un autista anonimo e sprovvisto di tesserino. Chiamato dagli utenti, arriva allora un rappresentante del tour operator, che li porta nell'albergo indicato dal contratto. La stanza però è occupata e i due vengono alloggiati in un appartamento distante un chilometro e disponibile solo per il pernottamento. Per i pasti bisogna fare avanti e indietro dall'hotel. Beffa finale, il volo di ritorno parte con 12 ore di ritardo. Al ritorno la coppia protesta invano con l'agenzia e col tour operator, ma non ottiene nè risarcimenti nè la risposta ad un invito di conciliazione extragiudiziale, inviato il 28 dicembre 2001 dal giudice di pace di Vittorio Veneto. Si rivolgono allora all'Unione Nazionale Consumatori e l'avvocato Todeschini invia due raccomandate contenenti una diffida a agenzia e tour operator, ma senza ottenere riscontri. A vuoto vanno anche le telefonate, per il rifiuto dei soggetti coinvolti a fornire spiegazioni. Ora la parola passa al giudice di pace. |
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Quella vacanza da incubo a Lefkos Sono ancora molti i vacanzieri truffati da offerte-trappola. Il prossimo 31 ottobre comparirà davanti davanti al giudice di pace di Padova una coppia di Conegliano, per chiedere ad un'agenzia cittadina la risoluzione del contratto per grave inadempimento e accessorio risarcimento danni materiali e morali. I ricorrenti, assistiti dall'avvocato Nicola Todeschini di Vittorio Veneto (che lavora per l'Unione Nazionale Consumatori di Conegliano), reclamano giustizia per una vacanza risalente all'estate 2001. La giovane coppia, per un totale di 5 milioni delle vecchie lire, aveva acquistato un pacchetto per la Grecia comprensivo di volo e alloggiamento in un albergo di Lefkos, con trattamento di mezza pensione. I guai sono iniziati subito, con la partenza fissata al 28 luglio 2001 che viene commutata in trasporto in traghetto, per mancanza di posti sull'areo in teoria prenotato da Verona. I giovani si adattano, convinti anche da uno sconto sul prezzo della vacanza, ma quando arrivano in loco trovano ad aspettarli al porto un autista anonimo e sprovvisto di tesserino. Chiamato dagli utenti, arriva allora un rappresentante del tour operator, che li porta nell'albergo indicato dal contratto. La stanza però è occupata e i due vengono alloggiati in un appartamento distante un chilometro e disponibile solo per il pernottamento. Per i pasti bisogna fare avanti e indietro dall'hotel. Beffa finale, il volo di ritorno parte con 12 ore di ritardo. Al ritorno la coppia protesta invano con l'agenzia e col tour operator, ma non ottiene nè risarcimenti nè la risposta ad un invito di conciliazione extragiudiziale, inviato il 28 dicembre 2001 dal giudice di pace di Vittorio Veneto. Si rivolgono allora all'Unione Nazionale Consumatori e l'avvocato Todeschini invia due raccomandate contenenti una diffida a agenzia e tour operator, ma senza ottenere riscontri. A vuoto vanno anche le telefonate, per il rifiuto dei soggetti coinvolti a fornire spiegazioni. Ora la parola passa al giudice di pace. |
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