Difendere il Malato
Significa informarlo [1], prima di tutto, sui diritti che gli debbono essere garantiti. L’ignoranza, come sempre, favorisce chi sbaglia ed è spesso l’arma con la quale, aimè, combatte le proprie battaglie chi predica l’assistenzialismo.
La nostra ottica è molto diversa: non vogliamo sostituirci al Malato ma renderlo cosciente dei propri diritti affinché sappia utilizzarli invocando adeguati strumenti di tutela [2].
Un Malato cosciente dei propri diritti e dei propri doveri è un agente virtuoso che può difendersi e suggerire ad altri l’utile difesa alimentando, per l’appunto, un circolo virtuoso che contribuisca ad accrescere la coscienza sociale e sia di stimolo per gli operatori della sanità.
A riprova di tale assunto, per noi fondamentale, sia sufficiente riflettere sulla parabola del consenso informato [3], vittima di un processo di burocratizzazione che ha privilegiato gli aspetti formali rispetto a quelli sostanziali facendo perdere di vista il vero fine, che è per l’appunto rappresentato dall’informazione.
Si rifletta, ancora, sulle nuove frontiere del danno alla persona, ed in particolare al danno esistenziale [4] che si presta particolarmente, nelle sua odierna formulazione alla quale ha dato ragione anche la Suprema Corte di Cassazione, per valutare le conseguenze sia dell’inadempimento che dell’atto illecito [5] legati alla violazione del dovere d’informare [6] il paziente.
Solo in questo modo, valorizzando anche le conseguenze che si innestano sul piano dei pregiudizi all’anelito di realizzazione personale, è possibile finalmente porre all’attenzione dei Giudici un concetto di persona meno artefatto e più vicino alla realtà.
Sulla scorta di tali criteri abbiamo lavorato ad una procedura, scientificamente corretta, di assistenza dei malati che intendano agire per far valere i propri diritti ed affrontare tutelati i casi di malasanità. Per accedere alla tutela legale clicca qui [7].