Locali pubblici rumorosi a Vittorio Veneto: chiesto inutilmente il dissequestro
Vittorio Veneto
"Nessuno tocchi i sigilli". Il Tribunale di Treviso ha rigettato, con un provvedimento destinato a fare clamore, l'istanza di dissequestro dei bar "Flaming" e "La Taverna" di via Vittorio Emanuele II, sigillati dai Carabinieri su ordine del Gip di Treviso Elena Rossi lo scorso 27 maggio e che, alla luce del nuovo pronunciamento del Tribunale, resteranno chiusi per un tempo che non può ovviamente essere definito.
Poco dopo il sequesto preventivo della magistratura, che tenne conto degli esposti presentati dai residenti vicino ai locali, esasperati dall'atteggiamento incivile dimostrato da alcuni clienti fuori dei bar, il legale dei gestori Matteo Gava e Matteo Perin, avvocato Cristina Cittolin, presentò istanza di dissequestro dei locali insieme all'altro difensore di Perin avvocato Dino De Mori.
L'udienza del riesame, svoltasi martedì davanti al collegio composto dai giudici Termini (presidente), Giuliano e Mascolo ha prodotto ieri mercoledì l'esito meno sperato da gestori e clienti dei due bar: «Non ce l'aspettavamo, speravamo che la nostra richiesta fosse accolta» ha detto l'avvocato Cittolin dopo avere ricevuto dal Tribunale il pronunciamento dei giudici, le cui motivazioni potranno essere esaminate dai legali dei gestori solo oggi giovedì. Una volta analizzati i motivi del "no" alla riapertura dei locali, i due legali valuteranno la possibilità (che appare comunque fin da ora quasi certa) di impugnare la sentenza del Tribunale in Cassazione.
Grossa delusione, dunque, per i clienti dei bar di via Vittorio Emanuele II, che speravano in una rapida riapertura dei locali. Diverso il punto di vista del legale dei residenti nelle vicinanze avv. Nicola Todeschini, che ha appena quantificato in oltre un milione di euro i danni patiti dai propri assistiti per la maleducazione di alcuni clienti: «La decisione non mi sorprende, anche se non ne conosco la motivazione - afferma - sorprenderà solo chi ha continuato, anche dopo il provvedimento, a commentare con superficialità la grave situazione creatasi. I miei assistiti non esultano, anche se finalmente ricevono tutela, perché la conseguono in ritardo e non da chi avrebbe avuto il dovere di prestarla sin dall'inizio. Non appaia straordinario il provvedimento, ma eccezionale la situazione che molti hanno contribuito a creare. Ora capiremo se c'è la volontà di trovare una soluzione definitiva oppure no».
Per la giunta in silenzio stampa sorge intanto una nuova preoccupazione: che il "popolo della notte" orfano di Flaming e La Taverna si trasferisca in massa in viale della Vittoria all'esterno del nuovo bar "Ami Ami Cafè". In municipio si temono nuovi casi di violazione dell'ordine pubblico in centro.
Luca Anzanello
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