Perforato l'esofago in ospedale...


Vittorio Veneto.
E' morto praticamente per un boccone di traverso, tra atroci dolori, dopo un mese e mezzo di cure inutili e un tragico errore nella esofagoscopia che potrebbe essere stata la causa scatenante di un decesso che ha dell'incredibile. Un procedimento penale è stato aperto infatti in seguito all'autopsia eseguita dai medici dell'ospedale di Padova sul corpo di A.C., 75 anni, emigrato in Australia parecchi decenni fa e che era in visita dai parenti a Vittorio Veneto. La morte risale al 19 ottobre ed è avvenuta a Padova, dove A.C. era stato trasportato d'urgenza nel reparto rianimazione l'11 settembre 2002, dopo qualche giorno di ricovero a Vittorio Veneto, dove le sue condizioni erano andate peggiorando. Ma cosa era successo? A.C. doveva ritornare in Australia il 6 settembre e la sera del 5 ha partecipato alla cena di arrivederci con i parenti. Ma a fine serata un boccone di cibo si blocca nell'esofago otturandolo. Sembra un malessere passeggero. Ma il dolore al petto lo costringe a rinviare la partenza. Anzi il 7 settembre si reca al Pronto Soccorso, lamentando dolori al petto. Qui viene sottoposto all'esofagoscopia che intende liberare il primo tratto del tubo digerente. A.C. ritorna a casa, ma il dolore non passa, anzi aumenta. Nel pomeriggio torna in ospedale: oltre al dolore fatica a respirare ed ha difficoltà nei movimenti. Viene ricoverato, ma le cose precipitano: A.C. è sottoposto a tubodrenaggio nei polmoni, e solo l'11 settembre decidono il trasferimento urgente a Padova in un reparto specializzato. Viene sottoposto a intervento chirurgico e i medici gli asportano pezzi di cibo dai polmoni. Rimane in rianimazione dal 12 settembre, le sue condizioni peggiorano e intanto dall'Australia arrivano i congiunti. Passa un mese nel quale si registra anche un lieve miglioramento, ma il 19 ottobre un'emorragia intestinale forse dovuta al cortisone e allo stress fisico della rianimazione, mette fine al dolore e anche alla vita di A.C.
Nell'autopsia i sospetti dei medici di Padova sembrano trovare conferma: ad A.C. nel corso dell'esofagoscopia era stato "bucato" l'esofago. Ma nessuno se n'era accorto. Nei primi giorni di ricovero a Vittorio aveva anzi mangiato come gli altri pazienti in reparto, aggravando di fatto il suo quadro clinico.
I medici di Padova hanno avvisato del fatto la Procura della Repubblica che ha avviato un procedimento penale nei confronti dei sanitari della struttura sanitaria vittoriese. I figli di A.C. si sono rivolti allo studio legale dell'avvocato Nicola Todeschini di Conegliano per il procedimento e per agire in sede civile se verrà confermato l'errore durante il tentativo di sbloccare il boccone e che ha provocato il foro fatale. In base a quanto uscirà dall'esame autoptico e se ci saranno fatti che costituiscono reato le imputazioni del procedimento penale potranno andare dalle lesioni gravissime all'omicidio colposo.


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