La Tribuna di Treviso — Cronaca di Conegliano, del 31.01.03
Donò gli organi, sparite le cartelle clinicheI familiari presentano un esposto in Procura contro l'ospedale di Conegliano
CONEGLIANO. Morto durante una coronarografia all'ospedale di Conegliano, dona gli organi ma poco dopo la cartella del decesso attestante l'espianto sparisce. I familiari, nel tentativo di fare chiarezza sul caso, avvenuto nel 2001, si rivolgono al Tribunale del Malato e chiedono una spiegazione all'ospedale. Spiegazione che non è ancora arrivata. Scatta quindi l'esposto in Procura. Giancarlo Castagna, un sessantenne residente a Pieve di Soligo, medaglia d'oro dell'Avis e socio Aido, cardiopatico, il 5 ottobre 2001 viene ricoverato all'ospedale di Conegliano per problemi respiratori. Dopo 6 giorni viene dimesso e alla moglie che fa presente ai medici come il marito abbia ancora gravi difficoltà a respirare, viene risposto che si tratta di un fattore emotivo. Il 14 ottobre, 3 giorni dopo la dimissione, Castagna si reca nuovamente all'ospedale per sottoporsi a una coronarografia. Il suo deficit respiratorio è peggiorato tanto che un medico chiede alla moglie del paziente se non abbia una bronchite asmatica. Ma mentre è lì, il signor Castagna viene colto da malore e dopo poco muore. Alla richiesta di permesso di espiantarne gli organi, la moglie acconsente e porge al medico il tesserino dell'Aido del marito. Mentre aspetta, vedendo passare su una barella il corpo del marito con dei tamponi sugli occhi, pensa che gli vengano prelevate le cornee. Tutto sarebbe finito così, se dopo 6 mesi alla vedova non fosse giunta una busta dall'Usl contenente la tessera Aido del marito senza nemmeno una lettera di accompagnamento. La donna, volendo sapere se qualche organo è stato espiantato, chiama l'Aido che la rimanda alla direzione medica dell'ospedale. Nessuno sa niente. I familiari chiedono allora di vedere la cartella clinica, ma gli viene risposto che non c'è. Essendo in possesso della copia del frontespizio del referto del decesso, la famiglia chiede alla direzione un incontro che le viene negato. Tra i parenti del signor Castagna sorge il dubbio che la sua asma cardiaca nel primo ricovero sia stata scambiata per una bronchite asmatica e quindi sottovalutata. A questo punto, decidono di ricorrere al Tribunale del Malato, che invia un esposto alla direzione. «Lo abbiamo spedito a ottobre del 2002 - spiega l'avvocato Todeschini - ma ad oggi non è giunta alcuna risposta. Perciò, la famiglia ha deciso di inoltrare un esposto in procura per chiedere spiegazioni sia sulla presunta scomparsa della cartella clinica sia per sapere se sono stati espianti degli organi». Ma è così facile perdere le cartelle cliniche? «Tecnicamente no, ma praticamente può capitare - spiega il direttore sanitario uscente dell'Usl 7 Mario Secolo - su migliaia di cartelle prodotte in un anno può capitare, maneggiandole, che una finisca dentro un'altra, anche se si può ugualmente risalire al contenuto seguendo l'iter del paziente nei vari reparti. Inoltre nel nostro ospedale si espiantano solo le cornee e il familiare che lo richiede, può sapere l'esito dell'intervento».
(Paola Dall'Anese).