Vogliono toglierci il Giudizio secondo equità 

Argomento: News consumatori

 

RIMBORSI R.C. AUTO:
VOGLIONO TOGLIERCI IL GIUDIZIO SECONDO EQUITA’ !
 
Con il decreto legge 8 febbraio 2003 n. 18 viene di fatto pregiudicata non solo la possibilità per i consumatori di poter contare sul giudizio di equità del Giudice di Pace in materia di rimborsi R.C. Auto, ma anche in tutte le ipotesi di contratti c.d. per adesione. E’ di dominio pubblico la lotta in corso, prevalentemente nelle aule dei Giudici di Pace, da parte di tutti coloro che hanno inteso pretendere il famoso rimborso dei maggiori premi versati alla compagnia in conseguenza del c.d. cartello costituito da un nutrito gruppo di imprese di assicurazione che, di fatto, avrebbe permesso un ingiustificato aumento tra il 15 ed il 20% dei premi. Ora, dato che le controversie davanti al Giudice di Pace sino alla soglia di 1000,00 € possono essere decise secondo equità, e quindi facendo ricorso ad un criterio non strettamente di diritto, ma in un certo senso di “giustizia”, con il vantaggio che la decisione non è appellabile, ma solo ricorribile in Cassazione, molto giudici hanno dato ragione ai consumatori proprio facendo ricorso all’equità. Tutto ciò significava alleggerire il percorso classico dei gradi di giudizio, evitando che il contraente “forte” potesse avvantaggiarsi anche delle lungaggini giudiziarie che, troppo spesso, gravano sul contraente più debole. Ora, accade che la proposta contenuta nella decretazione d’urgenza voglia di fatto spazzare via questo piccolo baluardo di più rapida giustizia non solo per frenare, in modo pretestuoso, il ricorso dei consumatori al Giudice per ottenere i rimborsi R.C. Auto, ma anche per impedire che il ricorso al giudizio secondo equità sia possibile in tutti i casi in cui ci si trovi a valutare i c.d. contratti per adesione che, nel diritto dei consumatori, sono la maggior parte: basti pensare alle utenze telefoniche, ai contratti bancari, assicurativi, e comunque a tutti quei contratti che sono già predisposti, in massa, per la mera adesione da parte del consumatore che non può discuterne le singole clausole. Appare francamente assurda tale proposta, in perfetta antitesi con quanto il legislatore ha sin qui prodotto in tema di diritto dei consumatori, soprattutto a livello europeo. Assurdo anche che intervenga tanto “tempestivamente” per avvantaggiare, con manifesta iniquità, le compagnie di assicurazione che, ad ogni buon conto, paventano un potenziale collasso della loro azione ma, a ben vedere, spendono migliaia di euro ogni giorno per difendere in giudizio posizioni a volte indifendibili e ritardi macroscopici, spesso derivati da un difetto di organizzazione sul territorio manifesto a ciascuno.
 


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