Schiamazzi e locali pubblici a Vittorio Veneto: il caso Flaming e Taverna

Argomento: Annunci consumatori

Mercoledì, 1 Dicembre 2004
 
 
Quasi 200 abitanti nella zona di via Vittorio Emanuele II si sono rivolti all’avvocato Nicola Todeschini
Notti calde, diffida legale al Comune
«Rumori, aiuole usate come toilette, sesso nelle auto e rifiuti ovunque: ora basta». Dossier fotografico a Scottà

 

Vittorio Veneto
Ultimo avviso dei residenti nei condomini "Round" e "Vecchia Cementeria" al Comune. Nei giorni scorsi l'avvocato Nicola Todeschini , in rappresentanza di quasi 200 abitanti in via Vittorio Emanuele II, ha inviato al sindaco Giancarlo Scottà una diffida ad intervenire con provvedimenti concreti per garantire ai residenti nella zona il diritto a vivere serenamente nelle proprie abitazioni, corredando il tutto con fotografie eloquenti ed una perizia dei rumori che gli adiacenti esercizi pubblici ed i loro avventori provocherebbero.
Per fare capire ai destinatari della lettera che la situazione si è fatta grave, Todeschini non usa mezzi termini: «La tolleranza dei cittadini che si sono rivolti al sottoscritto è ormai abbondantemente terminata. Pertanto, in mancanza di un significativo riscontro provvederò anche in sede giudiziaria affinché il moderato contemperamento dei rispettivi diritti trovi finalmente luogo». A cosa si riferisce il legale? Oltre agli schiamazzi, gli avventori dei locali sarebbero responsabili anche di «prendere d'assalto i posti auto riservati ai miei assistiti - scrive Todeschini - scambiare le aiuole comuni per latrine a cielo aperto e i posti auto più nascosti come luoghi dove consumare rapporti sessuali, infine il parco giochi dell'immobile antistante il bar quale luogo idoneo non solo all'espletamento delle funzioni fisiologiche, ma anche quale discarica a cielo aperto ove gettare non solo bottiglie, siringhe, carte di ogni genere, ma anche ed addirittura cateteri e sacche contenenti liquidi biologici. Le foto in mio possesso - prosegue il legale - si accompagnano agli obiettivi rilievi realizzati dal dott. Francesco Posocco nel mese di ottobre 2004, che denunciano le immissioni sonore legate alle attività dei bar ed ai loro avventori definendole intollerabili anche ai sensi di legge» come sostiene la perizia che Todeschini ha allegato. Il legale sottolinea al Comune e ad Usl ed Arpav (che invita ad effettuare rilievi) che i propri assistiti «non si nascondono la necessità che esistano locali e strutture che consentano ai giovani di ascoltare musica e stare insieme; contestano però, recisamente, la scelta di acconsentire un siffatto disinvolto esercizio del locale in una zona ben diversa da quella, ad esempio, che potrebbe essere individuata in aree contigue ad una zona industriale».
Dopo la lettera che l'Usl inviò al Comune suggerendo una chiusura notturna anticipata del "Flaming Cafè", la patata dell'ordine pubblico in centro si fa dunque ancora più bollente.
Luca Anzanello


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