Locali pubblici rumorosi a Vittorio Veneto: timide le reazioni del Comune di Vittorio Veneto, i cittadini non ci stanno

Argomento: Annunci consumatori

 
 
Venerdì, 3 Dicembre 2004
 
 
CRITICATA LA PROPOSTA DI ESCLUDERE IL SABATO DALLA CHIUSURA ANTICIPATA
Schiamazzi nei pub, i residenti bocciano il Comune
 
Vittorio Veneto
(L. A.) Un'ordinanza che non tocca il sabato? Secondo i residenti sarebbe poco utile. Mentre in Municipio si vaglia in questi giorni la possibilità di sperimentare un'ordinanza che anticipi alla mezzanotte la chiusura notturna del "Flaming Cafè" di via Vittorio Emanuele II per motivi di ordine pubblico tutte le sere escluso il sabato, i quasi 200 residenti che si sono rivolti nei giorni scorsi all'avvocato Todeschini fanno sapere di non essere per nulla d'accordo. E per tutelare il proprio diritto alla tranquillità contro il disturbo arrecato dai giovani che bivaccano fino a tarda ora fuori dei condomini "Round" e "Vecchia Cementeria" bocciano l'idea dell'assessore Barbara Saltini e del sindaco Giancarlo Scottà: «Gli assembramenti di mille/millecinquecento persone non si verificano di certo il lunedì o il mercoledì ma, come a ciascuno pare evidente, proprio il sabato. Invece in questo giorno parrebbe opportuno alla signora Saltini lasciare libero sfogo al divertimento dei giovani - sostengono alcuni residenti - così però si finge di non capire l'essenza del problema. Millecinquecento persone che si divertono nei locali della zona incriminata, che non dispone di tale capacità ricettiva, non possono che creare i problemi già enunciati e provati. Non crediamo proprio che il diritto a "quel tipo di divertimento" sia da assicurare agli avventori che provengono anche da altre zone, in alcuni casi anche da altre province, a scapito della tranquillità dei residenti. Su questo tema attendiamo di sentire anche il sindaco come responsabile della salute dei vittoriesi» concludono i condòmini. Contro alcuni di essi si scaglia però Matteo Gava, gestore del "Flaming": «Mi chiedo perché alcuni residenti si sono messi a fotografare in piena notte miei clienti che non stavano facendo nulla di male e poi hanno inviato a loro insaputa le foto in Comune».


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